Nov 08 2009
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Oct 30 2009
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“ La domanda se l’opinione pubblica, indipendentemente dalla sua composizione e dal suo orientamento, sia sempre da rispettare e obbedire non può che ammettere un’unica ragionevole risposta. La teoria secondo la quale «la voce del popolo è la voce di Dio» può essere accettata soltanto con forti riserve, poiché la pubblica opinione è un’entità variabile, che spesso, come afferma Jefferson, «cambia alla velocità del pensiero», e che dunque non può aver sempre ragione. Era forse «la voce del popolo, voce di Dio» a sostenere la schiavitù umana in una Repubblica votata alla libertà?
È lampante che spesso il sommo dovere della stampa è contrastare l’opinione pubblica. James Bryce ha veridicamente affermato che «le democrazie avranno sempre demagoghi pronti ad alimentare le vanità, a solleticare le passioni e a enfatizzare i sentimenti del momento. Ciò di cui hanno bisogno sono uomini capaci di nuotare controcorrente, di denunciare gli errori commessi, di insistere con maggior forza su un problema quanto più risulta sgradito»
È lampante che spesso il sommo dovere della stampa è contrastare l’opinione pubblica. James Bryce ha veridicamente affermato che «le democrazie avranno sempre demagoghi pronti ad alimentare le vanità, a solleticare le passioni e a enfatizzare i sentimenti del momento. Ciò di cui hanno bisogno sono uomini capaci di nuotare controcorrente, di denunciare gli errori commessi, di insistere con maggior forza su un problema quanto più risulta sgradito»
Oct 27 2009
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Oct 21 2009
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via i.imgur.com
Oct 09 2009
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“ But that’s telling in itself. In many ways, mainstream Italian society is several generations behind the rest of the West when it comes to race. In supposedly polite company, one can still hear the word negro, (pronounced neh-grow) which essentially translates to the N word. A cleaning woman is often generically referred to as a “Filippina.” Northern Italians joke that darker-skinned southerners are “Moroccans.

